02 Settembre 2026 alle 15:00 4 minuti di lettura Nel 1996 , la stanza di Damocle nel primo Tomb Raider era un posto dove si moriva senza capire bene perché. Le lame pendevano dal soffitto in un buio poligonale e cadevano a intervalli imprevedibili mentre Lara cercava disperatamente una chiave e i giocatori dovevano fare i conti con un sistema di controllo decisamente meno preciso degli standard odierni. L'unica strategia possibile era attraversare in fretta e sperare in bene, in un riferimento letterale al mito greco. Trent'anni dopo, in Tomb Raider: Legacy of Atlantis , quelle stesse spade so...
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Tomb Raider: Legacy of Atlantis scommette tutto sui ricordi in un mercato spietato
Fonte: Repubblica Tecnologia