23 Agosto 2026 alle 20:00 9 minuti di lettura Quando era ancora in servizio nella Marina militare statunitense, Emelia Probasco ha calcolato quanti secondi le restassero per decidere se un puntino sul radar fosse un missile in arrivo. La risposta - “Pochi, pochissimi” - le ha insegnato una cosa che oggi porta al centro del dibattito sull'intelligenza artificiale militare: in certe situazioni i tempi di reazione di un essere umano, da solo, non sono sufficienti per difendersi. Ufficiale di guerra di superficie della Marina degli Stati Uniti, con due dispiegamenti nell'Indo-Pacifico alle spalle,...
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Sparare o non sparare? Il dilemma che l’IA militare vuole risolvere
Fonte: Repubblica Tecnologia